Flash/ Governo in tensione sui braccianti da regolarizzare

Vertice in corso tra Teresa Bellanova e Giuseppe Conte
Vertice tra il premier Giuseppe Conte e la Ministra Teresa Bellanova per superare un contrasto che rischia di portare a una crisi di Governo nel bel mezzo dell’emergenza sanitaria ed economica da Covid 19

«La regolarizzazione dei migranti è motivo della mia permanenza nel Governo».

Teresa Bellanova arriva a minacciare le dimissioni da ministra delle Politiche Agricole per quella che definisce «una battaglia di civiltà, perché non si possono lasciare le persone a vivere come topi nei ghettiۜ». Ma anche una «battaglia di buonsenso che nasce da una necessità ben precisa, perché tutte le associazioni di categoria concordano nel dire che nei campi mancano tra 270 e 350mila lavoratori per le imminenti campagne di raccolta».

 

 

«Riportare il lavoro in agricoltura nel solco della legalità»

«Occorre superare una situazione  - ribadisce Bellanova -, peggiorata dall’emergenza

 

 

Teresa Bellanova

sanitaria da Covid 19, in cui gli imprenditori agricoli vivono nella paura di essere nell’illegalità e vanno sostenute tutte quelle imprese che oggi sono costrette a piegarsi al ricatto dei caporali».

Maggioranza spaccata

Contro la proposta della ministra si schiera l’opposizione, contraria a quella che viene descritta come una sanatoria di clandestini, ma anche parte della maggioranza. Vito Crimi, portavoce del Movimento 5 Stelle  afferma: «Continueremo a fare tutto quello che serve a fare emersione di lavoro nero, italiani o stranieri. Ma se c'è una sanatoria noi non ci stiamo». Secondo Crimi la regolarizzazione di lavoratori con permesso di soggiorno scaduto rischia di saturare la domanda di lavoro in un momento in cui c’è una forte bisogno di lavoro.

Contro l’ipotesi di utilizzare per i lavori nei campi i percettori di reddito di cittadinanza si esprime il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti che in un’intervista al quotidiano Il Messaggero dichiara: «Il reddito base è di circa 850 euro, contro un reddito di cittadinanza di 750. Per 100 euro di differenza in molti preferiscono non lavorare del tutto».

La proposta

L’ipotesi di regolarizzazione pensata dal ministro Bellanova per il decreto liquidità di maggio «non riguarda clandestini, ma persone che già vivono e lavorano in Italia, di cui si conoscono le generalità». Secondo la proposta sarebbero previsti due canali operativi:

  1. Il datore di lavoro può con una dichiarazione andare in prefettura e chiedere la regolarizzazione del lavoratore, che a quel punto avrebbe il permesso di soggiorno.
  2. Altrimenti la singola persona può richiedere un permesso di soggiorno per sei mesi.

Ipotesi che hanno già registrato la contrarietà della Ministra del Lavoro, la pentastellata Nunzia Catalfo favorevole al massimo ad una proroga di mese dei permessi di soggiorno scaduti per un numero però molto più ridotto di lavoratori.

Nunzia Catalfo, ministra del Lavoro

L’intervento del Premier

Il premier Giuseppe Conte ha convocato questo pomeriggio una delegazione di Italia Viva composta dalla stessa ministra Bellanova e da Ettore Rosato, capogruppo di Italia Viva alla Camera per cercare una posizione di sintesi. Le indiscrezioni parlano di un possibile compromesso incentrato su una proroga dei permessi di soggiorno scaduti di tre mesi per evitare la crisi di Governo.

Si cerca così di evitare che la concomitanza del contrasto in corso sui braccianti, sommata alle tensioni sulla questione Giustizia per le scarcerazioni facili legate al rischio Covid 19, porti a una crisi di Governo nel bel mezzo di una crisi sanitaria ed economica di difficile soluzione.

 

Flash/ Governo in tensione sui braccianti da regolarizzare - Ultima modifica: 2020-05-07T14:32:22+02:00 da Lorenzo Tosi

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