Next Generation EU, come verranno distribuite le risorse

 1.100 miliardi per il rilancio dell'Europa post Covid19

Ursula von der Leyen, presidente dell'EuroCommissione
Il Recovery Fund ora si chiama Next Generation EU, o anche European Recovery Instrument (EURI). È il cannone con cui la Commissione Ue intende rilanciare anche l’economia agricola dopo la pandemia. Riparte così anche il negoziato della Pac, ma le posizioni tra gli Stati membri rimangono distanti

Fermento in questi giorni, a livello europeo, per la definizione delle politiche agricole e delle fonti di finanziamento per il loro sostegno.

 

 

La Commissione ha sottoposto gli Stati Membri e gli stakeholder ad un fuoco incrociato di proposte per fornire gli strumenti che definiscono l’ambizioso percorso normativo dei prossimi anni da Farm to Fork alla Strategia per la Biodiversità, fino alla modifica del regolamento sviluppo rurale per intervenire a favore degli agricoltori e delle PMI colpite dalle conseguenze della pandemia e al fondo Next Generation EU.

 

 

Leggi anche: Nel Recovery Fund la bella sorpresa di una Pac rinforzata

Un po’ di calcio per l’ossatura finanziaria Ue

Inoltre, ha presentato “l’ossatura finanziaria” per l’insieme delle politiche nel futuro dell’Unione Europea per un totale di 1850 miliardi di euro destinati al periodo 2021-2027.

Il Quadro Finanziario Pluriannuale (QFP) dell’Unione Europea per il periodo 2021-2027 prevede un aumento di risorse “mirato” sia rispetto al primo tentativo della Commissione del maggio 2018 che alla proposta presentata dal Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel febbraio scorso. Il negoziato finora è naufragato miseramente ed ora la Commissione rilancia per arrivare ad un importo complessivo di 1.100 mld di euro.

Quattro miliardi sul primo pilastro

Tali aumenti riguarderebbero una serie di politiche tra le quali quelle per la digitalizzazione e per l’agricoltura. Alla PAC andrebbero ulteriori 4 miliardi, concentrati a livello del primo pilastro, che innalzerebbero il tetto di spesa a 348 miliardi di euro (prezzi 2018). Tiepida accoglienza ha ricevuto la nuova dotazione della PAC da parte dei Paesi dell’Est che puntavano ad un ulteriore aumento in modo da ridurre le distanze con i Paesi fondatori dell’Unione e che, pertanto, continueranno ad essere agguerriti nella ripartizione delle risorse tra Stati membri nel negoziato che ripartirà già questa settimana.

Tre obiettivi per la next generation europea

Per garantire una risposta efficace dell'UE alla crisi del coronavirus che sia diretta a ogni singolo cittadino e ai partner globali dell'Unione europea, la Commissione europea ha creato lo strumento Next Generation EU (anche indicato come European Recovery Instrument - EURI) che sarà realizzato attraverso tre pilastri per: aiutare gli Stati membri a riprendersi, rilanciare l'economia e sostenere gli investimenti privati, trarre insegnamenti dalla crisi.

EURI rappresenta uno strumento innovativo, di struttura generale e diversificata,  nel quale confluiranno le risorse raccolte sui mercati tramite l’emissione di titoli,  per un importo complessivo di 750 miliardi di euro di questi, 500 saranno destinati a finanziamenti a fondo perduto e 250 a prestiti.

 EURI distribuirà i fondi raccolti, attraverso il bilancio Ue, in tre modalità differenti:

  • finanziamenti a fondo perduto, attraverso la Recovery and Resilience Facility (RRF), React-EU e altri programmi in bilancio;
  • prestiti agli Stati membri;
  • stanziamenti in bilancio a titolo di garanzie finanziarie (InvestEU, Solvency Support Instrument, NDICI).

Come verranno distribuiti i fondi

Una parte preponderante dei fondi raccolti pari a 560 mld di euro (di cui 310 mld a fondo perduto e 250 sotto forma di prestiti agli Stati membri), verrà inserita in bilancio per mezzo della RRF. Per accedere ai finanziamenti a fondo perduto, i Paesi dovranno presentare dei “piani nazionali di ripresa e resilienza” che stabiliscano, nel quadro di un pacchetto coerente, l’agenda delle riforme e degli investimenti previsti per i successivi quattro anni, in particolare, in linea con la transizione verde e digitale.

I criteri di allocazione sono basati su popolazione, prodotto interno lordo pro capite (inverso) e disoccupazione (la media degli ultimi 5 anni comparata alla media Ue nel periodo 2015-2019). Secondo i dati forniti dalla stessa Commissione, il massimo contributo a fondo perduto disponibile per l’Italia sarebbe di circa 60 mld di euro, pari ad oltre il 20% del totale.

Lo strumento del ReactUe

Il secondo “strumento”, per ordine di dimensioni, è il ReactEU, che dovrà consentire un’anticipazione delle risorse nella Politica di Coesione per il periodo 2020-2022: si tratta di 5 miliardi di euro per il 2020 e di 50 miliardi per il 2021-2022.

I criteri di ripartizione delle risorse tra SM dipenderanno, fondamentalmente  dalla perdita di PIL fra il primo semestre del 2019 e il primo semestre 2020, la percentuale di disoccupazione a gennaio 2020, l’aumento della disoccupazione fra gennaio 2020 e il periodo giugno-agosto 2020 e la disoccupazione giovanile nello stesso periodo.

Sempre nel contesto della Politica di Coesione, il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR), aumenta la sua flessibilità per investire nei settori della salute, del turismo e della cultura, oltre che per garantire un maggior sostegno alla creazione di posti di lavoro nelle Piccole e Medie Imprese.

Un rinforzo per lo Sviluppo rurale

All’interno della Rubrica 3 destinata alle Risorse naturali e al clima, che contiene anche la PAC, è previsto il Fondo per una giusta transizione con un importo che potrà arrivare a 40 miliardi di euro e che aiuterà gli Stati membri ad accelerare l'approdo alla neutralità climatica .

In questo contesto è, inoltre, previsto un rinforzo di 15 miliardi di euro per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale che aiuterà le zone rurali a introdurre i cambiamenti strutturali richiesti ai fini del Green Deal europeo e a centrare gli ambiziosi obiettivi delle nuove strategie sulla biodiversità e "Dal produttore al consumatore".

Il negoziato con gli Stati membri per l’approvazione di Next Generation EU che sarà avviato questa settimana, si prevede complesso e non privo di ostacoli, particolare attenzione da parte italiana dovrà essere riservata ai criteri di allocazione delle risorse che dovranno essere chiaramente diretti a sostenere gli Stati membri più colpiti e mirati in modo molto spiccato all'impatto della pandemia.

Gli autori:

Francesca Cionco è Administrator presso Segretariato Commissione Agricoltura Parlamento Europeo

Gilberto Santucci, giornalista di Terra e Vita e direttore dell'azienda agraria dell'Istituto d'Istruzione Superiore Ciuffelli Einaudi di Todi (Pg)

Next Generation EU, come verranno distribuite le risorse - Ultima modifica: 2020-06-03T01:10:18+02:00 da Lorenzo Tosi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome