I periti agrari: lo sviluppo dell’agricoltura parte dalla scuola

Mario Braga, presidente del Collegio nazionale, al congresso di Matera: l’istruzione agraria gioca un ruolo cruciale. Ma deve essere rifondata

«La professione tecnico agricola ha accompagnato i processi di sviluppo e crescita dell’agricoltura, dell’agroalimentare e dell’ambiente italiani». Così Mario Braga (nella foto), presidente del Collegio nazionale del Periti agrari e dei periti agrari laureati, ha aperto a Matera il congresso nazionale di questa categoria.
Ora, ha continuato Braga, questa professione riceve un’impronta formativa e culturale molto importante dalla scuola agraria. «Ma quest’ultima oggi deve essere riformata, anzi rifondata», perché il sistema economico cui fa riferimento è cambiato profondamente e molto velocemente.
Ed è anche per dare un impulso a questa evoluzione riformatrice che si è tenuto l’incontro di Matera: «Con questo congresso i periti agrari e periti agrari laureati hanno voluto chiamare a una comune riflessione uomini che rappresentano il pensiero pedagogico professionale del nostro Paese, che accompagneranno un confronto fra governo, parlamento, organizzazioni agricole, cooperazione e industria agroalimentare. Confronto che ci auguriamo possa far compiere un ulteriore passo riformista al sistema scolastico/universitario professionalizzante dell’Italia. Per ricongiungere scuola e territorio. Perché la priorità del nostro paese è proprio la scuola».
Un invito che proviene da una realtà sociale molto rappresentativa: mezzo milione di diplomati, 120 istituti, 73mila studenti.
Questa evoluzione, che viene auspicata per la scuola agraria dal congresso dei periti, secondo Mario Braga può essere promossa anche dalla “Renisa”, la Rete nazionale degli istituti agrari, guidata da Patrizia Marini, preside dell’istituto tecnico agrario “Sereni” di Roma. La professoressa Marini è stata fra i protagonisti dei lavori di Matera.
La rete Renisa infatti, attraverso una molto seguita piattaforma digitale, rappresenta le esigenze dell’istruzione agraria presso gli enti pubblici e privati legati all'agricoltura. Cerca di potenziare gli scambi delle esperienze didattiche e professionali tra le scuole e tra gli studenti. Favorisce l’aggregazione degli istituti agrari. Cerca di mettere in connessione gli obiettivi educativi della scuola, i bisogni del territorio e le necessità  professionali espresse dal mondo produttivo.

(Sono stati molto più numerosi gli spunti emersi dal congresso di Matera. Fra questi per esempio la discussione sul ruolo dell’ente di previdenza Enpaia nel sostegno della professione, promossa da Bernardino Lattarulo, presidente della commissione Fondazione Enpaia gestione separata periti agrari. Il numero 31.2019 della rivista Terra e Vita ne parlerà a fondo)

I periti agrari: lo sviluppo dell’agricoltura parte dalla scuola - Ultima modifica: 2019-10-06T22:38:39+00:00 da Giorgio Setti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome