Italia troppo indietro nell’agricoltura 4.0

CropeXplorer, avanzato sensore di biomassa delle piante su trattrice Cnh
Nonostante l'interesse per tecnologie innovative come: guida automatica, blockchain, biostimolanti, la quota di precision farming non si schioda in Italia da quota 1%. Patrizia Marcellini: «Servono più fondi e più aggregazione». A Bentivoglio (Bologna) l’Alleanza Cooperative Agroalimentari ha organizzato e promosso la prima giornata dedicata all’innovazione in agricoltura con la moderazione di Terra e Vita.

Offre la possibilità attraverso sensori e satelliti di avere dati in tempo reale. Consente di ridurre il consumo di suolo, gli sprechi di acqua, il ricorso alla chimica e di migliorare attraverso la blockchain le informazioni sulla qualità e sull’origine dei prodotti.

Patrizia Marcellini, Coordinatore Settore Grandi colture e Servizi dell’Alleanza cooperative e Simona Caselli. assessore all'agricoltura dell'Emilia Romagna

Più qualità e meno costi

Può migliorare la qualità e ridurre i costi di produzione.  È l’agricoltura che fa leva su strumenti smart come guida automatica, sensori, digitale, biostimolanti. si tratta della frontiera avanzata del comparto che, con riferimento agli strumenti di precisione, è adottata solo sull’1% della superficie agricola complessiva del Paese.

Se ne è parlato il 3 ottobre a Bentivoglio (Bologna) nella prima grande giornata dedicata all’innovazione in agricoltura, organizzata e promossa da Alleanza Cooperative Agroalimentari e moderata da Terra e Vita presso la sede della cooperativa Il Raccolto e alla quale hanno partecipato tutte le più grandi aziende produttrici di strumenti innovativi per l’agricoltura, insieme all’Assessore all’agricoltura della Regione Emilia Romagna Simona Caselli.

Dual System, spandiconcime abbinato a seminatrice a spaglio di precisione per il bio

Non teniamo il passo dell'innovazione

«Nonostante le tecnologie di guida satellitare, la gestione dei dati, la precisione nelle operazioni colturali siano da più parti ritenute indispensabili per un’agricoltura sostenibile, l’Italia non tiene il passo degli Usa, primo paese utilizzatore al mondo degli strumenti di precisione, né di altri competitor europei come Germania e Francia», ha spiegato Patrizia Marcellini, Coordinatore Settore Grandi colture e Servizi dell’Alleanza cooperative nel suo intervento. «Eppure si tratta di strumenti che presentano vantaggi ineguagliabili sia in termini di sostenibilità ambientale, sia perché contribuiscono a migliorare la qualità dei prodotti, sia per il contributo che danno anche ad aziende di piccole e medie dimensioni di migliorare l’organizzazione aziendale e il risultato economico, di tracciare intere filiere etichettando i prodotti con la massima attendibilità delle informazioni».

Simona Caselli con Eros Gualandi presidente della coop Il Raccolto

Finanziare solo chi è smart

«Le innovazioni di agricoltura 4.0 – cosi la Marcellini - sono generalmente ritenute superflue e quindi sempre rimandate nel tempo, mentre il tempo è già scaduto o sta scadendo». Cosa occorre fare per incentivare l’utilizzo di questi strumenti innovativi anche in Italia?

Secondo l’Alleanza Cooperative Agroalimentari è importante in primo luogo «stimolare la politica a stanziare fondi specifici per la sua implementazione, arrivando alla scelta di erogare finanziamenti solo alle imprese che fanno innovazione. Occorre inoltre affrontare l’agricoltura innovativa in un’ottica di aggregazione e investire sulla formazione: mancano ancora purtroppo in molte nostre aziende adeguate capacità professionali in grado di gestire l’introduzione di strumenti di agricoltura 4.0».

Alessandro Faggiano di Vodafone davanti al numeroso pubblico che è intervenuto alla manifestazione

Diffidenze da superare

Uno dei motivi per cui l’agricoltura di precisione, pur essendo disponibile da circa 20 anni, fatichi a diffondersi è perché gli agricoltori spesso non sono in grado di comprenderne i reali benefici e temono sia semplicemente più costosa. Si tratta invece, così ha concluso la Marcellini «dello strumento ideale per vincere la vera grande sfida dell’agricoltura, quella di produrre di più in maniera più sostenibile. Solo con il ricorso a sistemi gestionali di dati e informazioni ad alto contenuto di conoscenza sarà possibile produrre alimenti con il minor impatto possibile sull’ambiente. E riusciremo in un certo senso a far felici agricoltori e consumatori: è la società civile che ormai vuole sempre di più imprese agricole che producono rispettando l’ambiente e la salute, facendo ricorso ad esempio ai biostimolanti per ridurre la chimica nei campi».

Italia troppo indietro nell’agricoltura 4.0 - Ultima modifica: 2019-10-04T08:27:21+00:00 da Lorenzo Tosi

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