La robotica collaborativa guarda all’agricoltura

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Tradizionalmente associata all’industria manufatturiera, questa tecnologia potrebbe essere utile anche nel settore agricolo

La robotica collaborativa può uscire dalla fabbrica e offrire il suo supporto in ambiti extra-produttivi. È questo il messaggio lanciato in occasione del recente webinar “Carta delle Idee della Robotica Collaborativa 2021. La robotica fuori dalla fabbrica” organizzato da Universal Robots.

«Il dazio imposto dal Covid 19 nel corso del 2020 ha messo in luce alcuni aspetti e valori connessi alla robotica inediti rispetto a tutti gli scenari precedentemente affrontati – ha riferito Alessio Cocchi, country manager Italia di Universal Robots –. La robotica, collaborativa in primis, ha rappresentato un’ancora di salvezza per molte aziende, consentendo continuità produttiva anche in condizioni di riduzione di personale e di preservare salute e sicurezza degli operatori attivi, garantendo standard di distanziamento personale. La robotica collaborativa, inoltre, presenta una serie di vantaggi rispetto ad altre soluzioni di automazione. È flessibile, richiede un limitato carico cognitivo, è economicamente accessibile a ogni impresa e svolge un utile ruolo formativo, trasmettendo e inserendo competenze nuove negli ambiti in cui viene applicata».

 

 

Centri di competenza

Sono tanti i settori che possono essere supportati dalla robotica, tecnologia che ha proprio nel suo Dna il supporto all’uomo. «Con la robotica collaborativa è nato un nuovo modo di pensare l’automazione, che l’ha liberata da tanti vincoli, aprendo un mondo di opportunità – ha detto Lorna Vatta, direttrice esecutiva del Competence Center Artes 4.0 –. Le nuove tecniche di intelligenza artificiale puntano a facilitarne e migliorarne l’interazione sociale con le persone. I cobot sono ormai disponibili per aggiungere valore in tanti settori dell’economia e non solo in ambito industriale: si avviano a diventare nostri compagni di viaggio verso il futuro in sanità, edilizia, turismo, agricoltura. Ci supporteranno per attività pericolose, di assistenza, oppure per noi noiose».

I punti di osservazione dei Centri di competenza stanno mostrando le tecnologie che stanno raggiungendo nuove aree di mercato, come appunto l’agricoltura. In questo ambito Lorna Vatta ha mostrato i primi risultati di un progetto europeo con robot che sostituiscono attività umane particolarmente scomode e gravose (per esempio nella raccolta delle zucchine o in quella dell’uva), a volte anche in abbinamento con altre tecnologie 4.0. «Il momento è particolarmente importante perché stiamo vivendo una stagione di incentivi alla ripresa molto significativi, basti pensare al Pnrr o ai programmi Horizon 2020 con i vari cluster – ha concluso Vatta –. Un cluster specifico all’interno di Horizon 2020 seguirà proprio il settore Agricoltura e Ambiente e arriveranno nuovi incentivi che indirizzano l’innovazione verso settori nuovi come appunto l’agricoltura. Iniziative come questo webinar vogliono sensibilizzare in questa direzione e creare tavoli misti da cui far uscire del valore».

Quarta rivoluzione

Per entrare nello specifico del settore agricolo è intervenuto Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. «L’innovazione digitale e tecnologica ha da sempre governato l’agricoltura – ha detto Giansanti – tanto che oggi abbiamo un numero sterminato di applicazioni per l’agricoltura. Purtroppo, l’accesso al digitale non è ancora alla portata di tutti, per una questione di costi e di diffusione della rete, e oggi solo il 2% della superficie coltivata è coperto da tecnologie digitali, con l’obiettivo di raggiungere il 10% nel 2030. Obiettivo ambizioso, ed è positivo che il Governo abbia concesso il Credito 4.0 anche agli agricoltori, che hanno tempi di ammortamento lunghissimi.

Le prospettive sono buone, la fiscalità agevolata ha stimolato gli investimenti in innovazione (cito un dato di una grande multinazionale che produce guide satellitari, che nel solo dicembre 2020 ha raggiunto lo stesso fatturato di tutto il 2019) e questi cresceranno ancora di più con la cedibilità dell’imposta, che ci auspichiamo venga concessa ai nostri agricoltori. La robotica sta già entrando nella produzione agricola e zootecnica, per cui possiamo dire che innovazione digitale e robotica sono la quarta rivoluzione che accompagna l’agricoltura nei suoi ultimi 100 anni di storia (dopo quella genetica, meccanica e chimica). Ma l’agricoltura 4.0 non è l’estensione dell’Industria 4.0, è un nuovo modello produttivo agroalimentare che si avvicina all’agricoltura. Importante, infine, è il trasferimento della conoscenza delle tecnologie e la formazione per gli operatori».

Piccole e medie imprese

«A oltre cinque anni dal varo delle prime iniziative a sostegno della transizione digitale – ha commentato Antonio Romeo, direttore nazionale del Dintec, il consorzio per l’innovazione di Unioncamere, Camere di Commercio ed Enea – nel nostro paese esiste ancora un numero elevato di micro, piccole e medie imprese che fa fatica a comprendere la portata della rivoluzione 4.0 e i vantaggi competitivi legati all’introduzione delle tecnologie abilitanti e dei nuovi modelli di business. Da quanto emerge dai dati raccolti dall’Osservatorio dei Pid (Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio), negli ultimi tre anni meno del 12% delle imprese del settore manifatturiero ha investito nella robotica. Questo dato scende a meno del 3% se si considerano altri settori produttivi, come l’agricoltura e il commercio».

Perché? «Per un problema di carattere culturale, ovvero la robotica è vista confinata dentro la fabbrica. Poi, perché è applicabile solo a processi omologati tipici di una grande impresa e in particolare manifatturiera; infine, per una questione di redditività, cioè richiede investimenti elevati e non sostenibili da una piccola impresa. Diffondere la consapevolezza e le opportunità offerte dal 4.0 in tutti i comparti del tessuto produttivo italiano è l’obiettivo primario dell’azione dei Pid».

La robotica collaborativa guarda all’agricoltura - Ultima modifica: 2021-08-04T10:49:05+02:00 da Francesco Bartolozzi

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