Olio, via alla raccolta in Italia. Buona annata dopo il disastro del 2018

    In Salento prodotto il primo olio da ulivi resistenti. Piante malate innestate con Leccino hanno prodotto dopo tre anni

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    Previsto un incremento della produzione di extravergine d'oliva dell'80% rispetto allo scorso anno, in gran parte dovuto alla ripresa produttiva del Sud Italia. All'estero cala la Spagna, cresce la Grecia

    Dopo l'annus horribilis 2018 che aveva registrato un crollo della produzione un po' in tutta la penisola, è iniziata la raccolta delle olive con la produzione di extravergine stimata in aumento dell'80% rispetto allo scorso anno. È quanto emerge da un'analisi di Coldiretti su stime Unaprol/Ismea in occasione della prima spremitura italiana del 2019 fatta a Gagliano del Capo in Salento con le prime olive raccolte da ulivi resistenti alla Xylella, dove grazie al clima c'è stato un anticipo di maturazione.

    Produzione in crescita al sud, in calo al nord

    «Anche se bisognerà fare i conti con il clima e soprattutto con l'andamento delle piogge e delle temperature nei prossimi mesi, a livello nazionale si punta a una produzione di oltre 315 milioni di chili - sottolinea la Coldiretti - che resta comunque notevolmente inferiore alla media dell'ultimo decennio».
    I primi dati globali provvisori per i principali concorrenti dell'Italia su scala mondiale relativi alla stagione di raccolta dell'olio d'oliva 2019/20 evidenziano che la Spagna dovrebbe produrre 1,35 milioni di tonnellate di olio d'oliva, un po' meno rispetto agli 1,77 milioni del 2018 mentre la Grecia raggiungerebbe le 300mila, in crescita rispetto alle 185.000 della scorsa campagna. Rispetto allo scorso anno stavolta la produzione tornerà a crescere al Centro Sud dove si concentra gran parte del raccolto nazionale mentre è prevista in discesa al Nord.

    «Bisogna recuperare il pesante deficit italiano potenziando una filiera che in Italia coinvolge oltre 400mila aziende agricole specializzate e che può contare sul maggior numero di oli extravergine a denominazione in Europa (43 Dop e 4 Igp) afferma il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini - con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà di olive, il più vasto tesoro di biodiversità del mondo».

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    Xylella, in Salento il primo olio prodotto da ulivi resistenti

    Una speranza per il futuro della Puglia olivicola colpita dalla Xylella fastidiosa arriva dal primo olio ottenuto dagli ulivi immunizzati, ottenuti grazie all'innesto di piante malate con varietà resistenti di Leccino, le quali, dopo tre anni, sono tornate a produrre in Salento, precisamente nella zona di a Gagliano del Capo (Lecce). La spremitura di queste olive, una molitura anticipata grazie al clima, si è svolta alla presenza di frantoiani, agricoltori, consumatori e rappresentanti del mondo della ricerca, all'interno dell'azienda agricola di Giovanni Melcarne.

    Al battesimo della prima spremitura, che ha aperto idealmente la raccolta in Puglia, erano presenti anche i vertici regionali di Coldiretti: «È un segnale di rinascita per la provincia di Lecce che grazie alle varietà resistenti dovrà recuperare un patrimonio inestimabile - afferma il presidente di Coldiretti Puglia Savino Muraglia - perso per ritardi, scaricabarile e mancata determinazione nella lotta al batterio che ha causato danni da 1,2 miliardi di euro».

    In Puglia si produce oltre la metà dell'olio italiano, con un extra vergine stimato nel 2019 in aumento del 70-80% dopo il drastico crollo dell'anno scorso a causa delle calamità - spiega Coldiretti - e grazie alla ripresa straordinaria delle aree di Bari, Bat e Foggia, con ottime performance di Taranto e Brindisi ma con uno scenario produttivo a Lecce che stima un calo del 90-95% rispetto alle medie storiche, perché sia nell'area Ionica che nell'Adriatica la produzione di cellina e ogliarola è azzerata e risultano produttive solo le piante di leccino.

    Unaprol, pronte 200mila piante di leccino ma snellire iter reimpianti

    «Il consorzio olivicolo Unaprol consegnerà ad ottobre 200mila piante di ulivo leccino resistenti alla Xylella che verranno affidate ai nostri olivicoltori, un impegno per non condannare alla desertificazione l'area infetta che riguarda 183mila ettari - annuncia il presidente di Unaprol David Granieri - per contrastare la Xylella serve chiarezza e semplificazione dell'iter dei reimpianti e una strategia condivisa tra Governo e Ue per far fronte alla strage cominciata nell'autunno 2013 a Gallipoli e che ha contagiato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, con effetti disastrosi sull'ambiente, sull'ambiente, l'economia e sull'occupazione».

    Olio, via alla raccolta in Italia. Buona annata dopo il disastro del 2018 - Ultima modifica: 2019-08-27T14:01:07+00:00 da Simone Martarello

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