Qualità e sostenibilità nella filiera dell’orzo da malto con il Dss orzobirra.net

orzo da malto
Densità di semina, irrigazione, concimazione e difesa fanno la differenza in fatto di rese, qualità del prodotto, costi, ricavi e impatto ambientale. Oggi sono disponibili gli strumenti per non sbagliare

Produrre orzo da malto dagli elevati standard di qualitativi e conformi alle richieste dell'industria di trasformazione, sfruttando gli strumenti dell'agricoltura 4.0 e aumentando la sostenibilità del ciclo colturale. Questo l'obiettivo della collaborazione tra Horta e Birra Peroni, basata sull'utilizzo del Dss orzobirra.net. Una sorta di bussola agronomica digitale che ogni giorno aiuta gli imprenditori agricoli che coltivano orzo da malto a fare la cosa giusta, nel posto giusto al momento giusto. Uno strumento che permette di aumentare le rese e la qualità dei raccolti dando suggerimenti puntuali su come e quando eseguire concimazioni, irrigazione e trattamenti fitosanitari. Quindi di ottimizzare l'utilizzo dei mezzi tecnici, riducendo i costi di produzione e diminuendo l'impatto ambientale. Le potenzialità della piattaforma creata dallo spin off dell'Università Cattolica di Piacenza sono state illustrate in un webinar.

Uno scrigno prezioso

Il progetto è nato nel 2015. Allora gli ettari gestiti con il Dss erano 517, per una produzione di 3.619 tonnellate di orzo. Lo scorso anno sono state 112 le aziende agricole della filiera orzo da birra Peroni conferenti alla malteria Saplo che hanno usato orzobirra.net. Quasi diecimila (9.611,7) le tonnellate di prodotto raccolto in duemila ettari. All'interno del sistema ci sono i modelli previsionali tipici di un Dss, ma anche un quaderno di campagna, un registro di operazioni colturali e anche un tool per il calcolo degli indicatori ambientali. Gli imprenditori agricoli devono aggiornarlo con tutte le operazioni colturali eseguite.

«Uno strumento semplice e facile da usare che non si sostituisce all'esperienza degli agricoltori ma li aiuta a prendere le decisioni – ha affermato il presidente di Horta Pierluigi Meriggi – il nostro obiettivo è renderlo funzionale a tutta la filiera. Perché se per gli agricoltori orzobirra.net significa produrre di più con più qualità, minori costi e ridotto impatto ambientale, per gli stoccatori si riducono i tempi di gestione della materia prima e per le industrie di trasformazione c'è il vantaggio della tracciabilità, sempre più importante come leva di marketing.

Dentro orzobirra.net è presente anche l'indicatore di sostenibilità yousustain.net che si basa su una ventina di parametri raggruppati in sei macro aree: salute, aria, acqua, biodiversità, energia e suolo. «Attraverso modelli matematici che elaborano i dati il sistema quantifica la sostenibilità delle scelte colturali fatte dall'agricoltore – ha spiegato il tecnico Horta Giuseppe Piacentino – dalle analisi che abbiamo eseguito è emerso che le coltivazioni di orzo distico gestite con orzobirra.net hanno ottenuto una significativa riduzione delle emissioni di CO2 equivalente e dell'utilizzo di acqua».

I servizi sono accessibili anche da smartphone e tablet anche se non c'è ancora un'app. Ogni utente viene formato per riuscire a sfruttarne tutte le potenzialità di orzobirra.net attraverso una rete di tecnici Horta sparsa su tutto il territorio nazionale. Il sistema è in continuo aggiornamento per migliorarne le performance.

Una schermata del Dss orzobirra.net

Perché serve un supporto alle decisioni

Ma nel concreto qual è l'aiuto offerto dal Dss di Horta agli agricoltori? Prove eseguite nei campi sperimentali di Foggia hanno mostrato come dosi errate di concimazione azotata producano minori rese di granella, eccesso di tenore proteico e oltre un certo valore minor assorbimento dell'azoto, quindi spreco, costi inutili e inquinamento. Ad esempio, un eccesso di proteine rende problematica la fermentazione dell'orzo in malteria ed è quindi da evitare. Ad aumentare della concentrazione azotata aumenta anche l'allettamento

«All'aumentare della concentrazione azotata aumenta anche l'allettamento perché le piante si piegano sotto il peso dell'eccessivo vigore – ha detto Gianluca Grillo di Horta – e questo fa perdere resa. Inoltre, aumentano i rischi fitosanitari per il maggior ristagno di acqua e umidità. È quindi fondamentale somministrare la giusta dose di azoto». Ma orzobirra.net è in grado anche di indicare la giusta densità di semina, perché un eccesso di semi provoca competizione tra le piante, aumenta lo stress e quindi la produzione diminuisce, oltre a incidere sui calibri dei chicchi.

Le prove eseguite nel 2019 per valutare i benefici dell'utilizzo del Dss per la gestione della difesa hanno evidenziato che nei campi non trattati la resa media era di 7,76 t/ha, mentre in quelli trattati secondo i suggerimenti di orzobirra.net si arrivava a 8,44 t/ha. Importante trattare in maniera corretta anche per avere peso elettrolitico e calibro ideale.

Orzo distico da malto, l'importanza della difesa

Le principali malattie che possono colpire l'orzo sono: ramularia, oidio, rincosporiosi, fusariosi della spiga, maculatura reticolare e puntiforme. In Italia oggi è molto diffusa la forma reticolare (Pyrenhopora teres f. teres).

«Per scongiurare le fitopatie i consigli sono sempre le buone pratiche agronomiche – ha illustrato Lorenzo Covarelli docente dell'Università di Perugia esperto in malattie dell'orzo – quindi avvicendamento colturale e interramento dei residui, uso di seme certificato e conciato, ma anche giuste densità di semina e dosi di azoto. Infine i trattamenti fungicidi, da eseguire nella fase fenologica di foglia bandiera completamente estesa o botticella».

Gli orzi distici per la produzione di malto si sono dimostrati particolarmente sensibili alla maculatura reticolare. «I Dss sono un ottimo strumento per monitorare le malattie in campo – ha concluso Francesco Tini – e grazie alle informazioni fornite sono un importante mezzo di supporto per adottare strategie di controllo adeguate».

Qualità e sostenibilità nella filiera dell’orzo da malto con il Dss orzobirra.net - Ultima modifica: 2021-02-23T15:07:18+01:00 da Simone Martarello

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