Import di grano duro, in sei mesi controllate 9 navi

Una nave carica di grano duro
220mila tonnellate sbarcate al porto di Bari e sottoposte a controlli analitici approfonditi anche riguardo ad eventuali residui di glifosate. Lo assicura Il sottosegretario Francesco Battistoni rispondendo presso la commissione agricoltura al senato all’ interrogazione di Saverio De Bonis e Gregorio De Falco. «E sulla Cun non c’è ancora l’accordo della filiera»

Il sottosegretario all'agricoltura Francesco Battistoni ha risposto in commissione agricoltura del senato all'interrogazione n. 3-02582, presentata dai senatori Saverio De Bonis (misto) e Gregorio De Falco (misto), sull'arrivo in porti italiani di navi cariche di grano estero (ne avevamo parlato qui).

Francesco Battistoni, sottosegretario alle Poltiche agricole

Frumento duro strategico

Battistoni ha sottolineato che il ministero segue con particolare attenzione la filiera cerealicola, sia per l'entità delle superfici coltivate che per la rilevanza strategica del frumento duro per molte delle specialità agroalimentari nazionali.

 

 

Dal Canada al Kazakhistan, tutti gli sbarchi

Il senatore Gregorio De Falco

Il sottosegretario ha, fra l'altro affermato che «in particolare, presso il porto di Bari, tra il 1° gennaio e il 24 giugno di quest'anno sono state controllate 9 motonavi che trasportavano grano duro con origini dichiarate Canada, Australia, Kazakhistan, Francia e Ucraina per un quantitativo totale di oltre 220mila tonnellate». «Per ogni carico è stato effettuato un controllo di tracciabilità e su tre di esse è stato eseguito anche il prelevamento di campioni, le cui analisi multiresiduali per la ricerca specifica del glifosato hanno dato esito regolare».

Strumenti all’avanguardia per la Repressione Frodi

Saverio De Bonis

Durante l’intervento in Parlamento Battistoni ha anche messo in evidenza che, «grazie all’acquisizione della strumentazione tecnico-scientifica all’avanguardia (spettrometro di massa ad alta risoluzione con tecnologia Orbitrap), l’attività̀ analitica di controllo dei laboratori dell’ICQRF (Repressione Frodi) è stata ulteriormente potenziata consentendo rapide ed efficaci strategie di screening volte a rivelare la presenza di sostanze contaminanti alimentari e dei relativi metaboliti ivi compreso il glifosate, nonché di eventuali adulteranti».

«Anche per l’anno in corso – assicura Battistoni - il dipartimento ICQRF, nell’ambito delle attività

di controllo programmate, manterrà un elevato livello di attenzione nel settore, prevedendo anche specifici controlli presso i porti, al fine di verificare la tracciabilità, la qualità e l’effettiva destinazione dei grani duri importati ed impedire che gli stessi siano illecitamente designati e commercializzati con l’origine nazionale».


Cun ancora in standby

Per quanto concerne le iniziative da intraprendere «affinché la Cun e il grano italiano diventino uno standard internazionale di valore», altro tema sollevato dall’interrogazione di De Bonis e De Falco, il sottosegretario ricorda che «la Commissione sperimentale nazionale del grano duro (Csn) ha il compito di rilevare i prezzi indicativi e le relative tendenze di mercato del grano duro di provenienza nazionale».

«Come previsto dalla normativa vigente, la relativa sperimentazione è propedeutica ad attivare successivamente la Commissione unica nazionale (Cun) quale unico riferimento nazionale per il grano duro italiano».

Il Sottosegretario precisa però che entrambe le Commissioni sono strumenti volontari che possono essere attivati solo ed esclusivamente a seguito di un accordo tra le organizzazioni professionali e le associazioni di categoria rappresentative. «Tuttavia, nonostante il continuo impegno dell’Amministrazione nel proporre possibili soluzioni per il funzionamento della Csn, ad oggi, non siè ancora raggiunta una piena condivisione tra le parti».

De Bonis si e' dichiarato insoddisfatto delle risposte fornite.

Import di grano duro, in sei mesi controllate 9 navi - Ultima modifica: 2021-07-28T17:14:22+02:00 da Lorenzo Tosi

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