Pomodoro da industria, Federbio e Assobio bocciano l’accordo

    pomodoro da industria
    Secondo le due associazioni l'intesa raggiunta nei giorni scorsi è da rivedere. Per rendere sostenibile la filiera il giusto prezzo per il prodotto biologico dovrebbe essere di 180 euro a tonnellata

    Federbio e Assobio bocciano l’accordo quadro sul prezzo di riferimento del pomodoro da industria biologico, siglato nei giorni scorsi tra l’industria di trasformazione e l’Organizzazione dei produttori del Nord Italia.

    «Pur incrementando di circa il 4% il compenso al produttore rispetto agli anni precedenti, il prezzo concordato di 136 euro a tonnellata continua a testimoniare una situazione di grave rischio per l’integrità delle filiere e dell’intero settore» specificano in una nota congiunta le due organizzazioni, secondo le quali il "prezzo giusto" sarebbe di 180 euro a tonnellata.

    Federbio: prezzo che mette a rischio la filiera, rivediamolo

    «Dal 2016 FederBio denuncia una situazione di forte rischio nel comparto del pomodoro biologico da industria, che riguarda l’intero territorio nazionale – afferma la presidente Maria Grazia Mammuccini – abbiamo offerto la nostra collaborazione agli organismi di certificazione e alle organizzazioni interprofessionali del pomodoro da industria per definire regole di produzione e strumenti di verifica adeguati delle tecniche colturali e delle rese produttive effettive, anche utilizzando le moderne tecnologie digitali. L’obiettivo è arrivare a definire un costo di produzione di riferimento per la determinazione del prezzo da riconoscere agli agricoltori biologici e garantire un autocontrollo efficace lungo tutta la filiera».

    «Purtroppo questo ennesimo segnale da parte di un sistema interprofessionale, che non solo ha sempre rifiutato il confronto ma che ha anche smesso di pubblicare i dati relativi alla produzione biologica – sottolinea Mammuccini – testimonia la necessità di sganciare definitivamente il sistema delle regole e degli accordi sul prezzo dei prodotti biologici dagli ambiti e dalle logiche del prodotto convenzionale».

    «Un sistema di certificazione che garantisce al consumatore prodotti biologici in linea con le rigide norme europee e nazionali è incompatibile con prezzi che non consentono ai coltivatori onesti di rispettare queste stesse normative – ragiona la presidente – per questo motivo FederBio si mette a disposizione di tutta la filiera per discutere di un nuovo accordo per quanto riguarda il pomodoro biologico, nella speranza che anche le OI riconosciute comprendano la gravità della situazione».

    Roberto Zanoni e Maria Grazia Mammuccini

    Assobio, con giusto prezzo cambierebbe poco per i consumatori

    «Quale organizzazione delle imprese italiane di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici Assobio è da tempo impegnata a sostenere il lavoro di Federbio per un giusto prezzo dei prodotti biologici, favorendo anche l’utilizzo di una piattaforma di tracciabilità che tuteli l’intera filiera fino al consumatore finale – commenta il presidente di Assobio Roberto Zanoni – infatti, pagando il giusto prezzo del pomodoro al produttore (come da studio recentemente elaborato da Federbio Servizi, cioè almeno 180 € a tonnellata) in realtà il prezzo al pubblico dovrebbe aumentare solo di 5 centesimi al chilo, circa, ma garantirebbe la corretta sostenibilità delle aziende agricole a tutela della sicurezza del prodotto. AssoBio e i propri associati sono pronti a confrontarsi anzitutto con le organizzazioni dei produttori socie di FederBio – conclude Zanoni – per trovare un accordo che metta in trasparenza la ripartizione del valore lungo tutta la filiera, nell’ambito di una corretta pratica di coltivazione biologica».

    Pomodoro da industria, Federbio e Assobio bocciano l’accordo - Ultima modifica: 2020-02-19T16:01:12+01:00 da Terra e Vita

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