AgriLab 2026, rigenerare con l’aiuto della precisione

A Foggia in campo parata di macchine di ultima generazione per l’agricoltura conservativa e il precision farming

Otto anni dopo l’ultima edizione di Nova Agricoltura in Campo, sempre sotto l’egida di Edagricole sono tornate a sfilare nei campi del Crea Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia tante macchine di ultima generazione per l’agricoltura rigenerativa (e non solo) e l’agricoltura di precisione.

Gli oltre 300 visitatori hanno potuto apprezzare e toccare con mano quanto di nuovo hanno oggi a disposizione in questi ambiti, in alcuni casi novità presentate solamente negli ultimi mesi e mostrate quasi in anteprima in campo, almeno in Italia.

Quattro "laboratori"

Alle macchine al lavoro in campo si sono accompagnati quattro “laboratori” in campo, dedicati a infestanti, irrigazione, biostimolanti e genetica. Nel primo laboratorio Pasquale Montemurro dell’Università di Bari ha mostrato le infestanti più comuni soprattutto al Sud, appartenenti a diverse famiglie (Poacee, Apiacee, Asteracee, Brassicacee, Caryophyllaceee, Papaveracee, Plantaginacee), soffermandosi poi sull’insorgenza di fenomeni di resistenza ad alcuni erbicidi da parte di alcune malerbe, a seguito di monosuccessioni colturali         prolungate, impiego ripetuto negli anni di erbicidi, anche diversi, ma con il medesimo meccanismo d’azione e mancato rispetto delle dosi. La soluzione a questi fenomeni arriva da una gestione integrata delle malerbe (controllo meccanico, agronomico, chimico e fisico).

Sul tema biostimolanti Giulia Conversa dell’Università di Foggia ha mostrato i risultati di alcuni lavori di ricerca sui modelli sostenibili per la produzione di composti bioattivi in cardo, sull’applicazione di biostimolante a base di funghi micorrizici arbuscolari nella produzione vivaistica di pomodoro da industria e sull’applicazione fogliare di zeoliti e silicio per migliorare la produttività di pomodoro da industria in ambiente mediterraneo.

Per quanto riguarda l’irrigazione Andrea Burato e Mario Parisi del Crea Orticoltura e Florovivaismo di Pontecagnano (Sa) hanno mostrato i risultati di un biennio di prove on farm di irrigazione smart nel Nord Italia su pomodoro da industria e proposto una strategia di irrigazione di precisione a bassa complessità per aumentare l’efficienza idrica sempre nel pomodoro da industria.

Infine, sul tema della genetica il Crea Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia, ha illustrato i progetti Grano.IT (genetica, satellite e modelli predittivi al servizio del grano duro per stimare prima la resa) e Pnsb (Piano Nazionale Sementiero Biologico finanziato dal Masaf) senza dimenticare ovviamente il ruolo delle Tea (Tecnologie di Evoluzione Assistita) e cosa cambierà davvero per chi coltiva.

Il convegno

 

Durante il convegno del pomeriggio, dopo i saluti introduttivi di Clara Fares, direttrice f.f. del Crea Cerealicoltura e Colture industriali di Foggia, sono stati affrontati tre temi fondamentali: agricoltura di precisione, agricoltura rigenerativa e mercato grano duro.

Bruno Basso

Bruno Basso, della Michigan State University, ha parlato di conservazione di precisione, spiegando che modelli colturali e mappe di stabilità della resa rivelano quali superfici rendono sistematicamente poco. La conservazione di precisione interviene proprio su quelle zone — riducendo gli input o restituendole a coperture, fasce tampone o habitat — con vantaggio sia per l'ambiente sia per il bilancio aziendale. Cinque i punti chiave evidenziati da Basso:

  • L'agricoltura è al tempo stesso esposta al cambiamento climatico, grande emettitrice e parte chiave della soluzione
  • A fare danno non è il caldo medio ma gli estremi: ondate di calore, siccità e piogge violente
  • Le pratiche rigenerative — copertura, meno lavorazioni, rotazioni, radici vive — ricostruiscono il suolo e la sua capacità di reggere gli estremi
  • Nessun campo è uniforme: le mappe di stabilità dicono quali zone rendono sempre, quali mai e quali dipendono dall'annata
  • Rigenerativo e digitale non sono alternative: il digitale dice dove e quanto, il rigenerativo dice come
Giuseppe De Mastro

A proposito di agricoltura rigenerativa in Puglia, Giuseppe De Mastro dell’Università di Bari ha illustrato la definizione di uno standard di agricoltura rigenerativa, spiegando come con l'avvio del percorso per l'adozione di questo standard, la Regione Puglia si propone come prima Regione italiana ad avviare un processo istituzionale di valutazione delle prestazioni degli agroecosistemi, integrando ricerca scientifica, imprese agricole e politiche pubbliche in coerenza con le strategie europee per il clima, la salute del suolo e la valorizzazione dei servizi ecosistemici.

Angelo Frascarelli

Con Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia si è entrati nel merito dell’attualità politico-economica del grano duro in Italia e in Puglia. Dopo avere descritto un quadro poco confortante per la coltura in Italia in generale, ha proposto alcune soluzioni: pianificare a 10 anni, valutando la media dei prezzi in questo lasso di tempo e non da un anno all’altro, stabilizzare i rapporti con il mercato, preferendo l’adesione a una filiera piuttosto che a un mercato con vendite “spot”, ricorrere sempre a una tecnica agronomica al top, non coltivare solo grano duro e puntare a differenziare il grano duro italiano.

Tea, dal 2027 piante in campo al Crea

La tavola rotonda conclusiva della giornata dal titolo “Agroinnovazione in Puglia, protagonisti a confronto” è partita da Pasquale De Vita, dirigente ricerca Crea-CI, che ha ricordato come il sequenziamento del genoma del grano duro, completato nel 2019, ha permesso di localizzare i geni che governano produzione, qualità e resistenza alle avversità, accelerando il lavoro dei breeder. L’obiettivo prioritario resta aumentare le rese: l’aumento delle produzioni grazie alla genetica, stimato intorno all'1% annuo, viene eroso dal cambiamento climatico. Le Tea contribuiranno soprattutto sulla resistenza alle malattie e dal 2027, ha annunciato, il Crea ospiterà le prime piante editate in campo.

Matteo Tamburrelli, Cai Agromec Puglia, ha sottolineato l'importanza dell'agricoltura conservativa e di precisione come strumenti complementari: quasi un ventennio di semina su sodo ha dimostrato rese paragonabili al convenzionale con minori input. Marco Tappi, assessorato agricoltura Puglia, ha illustrato le misure del CSR regionale, mentre gli ordini professionali hanno richiamato il ruolo della consulenza specializzata e dell'associazionismo come leve per la competitività delle aziende.

Le macchine presenti

Tornando alle macchine in campo, di seguito vi mostriamo una rassegna di alcune delle tante macchine che è stato possibile vedere all’opera, nell’ordine con cui sono state presentate durante la visita guidata.

Medina Rubber Tracks

Zingaro

 

FJDynamics

 

Trelleborg/Mitas

 

Patella Tractors

 

Palumbo Motors

Lombardi Group

 

D’Agnello

Capobianco Trattori

VSD

 

 

 

 

 

 

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