Vanotti: «Sensoristica e digitale, i migliori alleati di un agricoltore»

Matteo Vanotti, tra i giovani selezionati per la prima edizione del premio #L'agricolturaègiovane dell'Osservatorio Giovani Agricoltori di Edagricole, ci racconta come l'agritech è stato determinate per incrementare lo sviluppo aziendale

Matteo Vanotti, 39 anni, agricoltore e ingegnere, è stato tra i giovani selezionati alla prima edizione del premio #L'agricolturaègiovane dell'Osservatorio Giovani Agricoltori di Edagricole organizzato in collaborazione con Bayer.

Matteo è titolare, insieme ai fratelli, dell’azienda agricola a vocazione cerealicola "Le Rondini" di 700 ettari situata in provincia di Alessandria. Da sempre col pallino dell'agritech, Matteo ha ideato e realizzato anche Xfarm, una startup specializzata in supporti e software digitali a servizio degli agricoltori.

 

 

«Nella mia azienda negli ultimi due anni abbiamo digitalizzato tutte le operazioni, così facendo siamo riusciti a ottimizzare tutte le pratiche operative ottenendo un risparmio del 15% in tutte le attività».

Sensoristica avanti tutta

Lo scorso anno Matteo ha implementato la sensoristica in campo, dalle stazioni meteo ai sensori del suolo. «Questi sistemi ci permettono di gestire in modo estremamente preciso e da remoto l'irrigazione. Inoltre ci consentono di intervenire anticipatamente nel combattere patogeni e malattie delle piante».

L'implementazione tecnologica, spiega Matteo, ha permesso di ottenere importanti vantaggi. «Il primo anno ho avuto un risparmio del 10% sull'utilizzo dell'acqua, migliorando la produzione; per il secondo anno prevediamo un risparmio di circa il 20% di acqua. Per quanto riguarda i trattamenti relativi alla difesa delle piante il risparmio è di circa il 10-15%».

Riso e la scommessa della blockchain

Da quattro anni, racconta Matteo, gestiamo la vendita diretta del riso. «Su questa coltura abbiamo lavorato da subito sulla tracciabilità. Tutte le operazioni sono tracciate, dalla semina al raccolto. I dati in questo caso li estrapoliamo in modo automatico dai trattori. Successivamente i dati vengono memorizzati sulla blockchain. Ogni nostro pacchetto di riso ha un QRcode che indica da quale campo proviene, chi l'ha prodotto, e tutte le operazioni che sono state effettuate, dalla semina al raccolto, al pakagin. Siamo riusciti così a dare più valore al nostro prodotto».

La spinta verso l'internazionalizzazione

«Quando ho preso le redini dell'attivtà ho deciso di puntare molto sull'export, dando di fatto una svolta totale alle vendite aziendali. Oggi il nostro riso arriva sulle tavole dei consumatori del Nord Europa. Siamo quindi passati dal vendere risone a fare prodotto finito. Digitalizzazione ed export - afferma Matteo -sono i due grandi cambiamenti che abbiamo portato in azienda io e i miei fratelli».

La sostenibilità è il fine

Matteo chiarisce che il percorso verso l'implementazione tecnologica per una azienda deve avvenire gradualmente e deve essere fatto nella direzione della sostenibilità. «La tecnologia è un elemento, non è il fine. Il fine è la sostenibilità, ambientale ed economica».

«In un mercato complesso - specifica Matteo - differenziarsi non è facile, e per un giovane che avvia una attività affermarsi è ancora più complicato, ma credendo nel cambiamento e nell'innovazione si può riuscire a vincere la sfida, e con grandi soddisfazioni».

Guarda l'intervista integrale a Matteo Vanotti sull'Agritech

L’OSSERVATORIO GIOVANI AGRICOLTORI è l’iniziativa promossa da Edagricole e dalla rivista Terra e Vita che in due anni ha dato voce a 1.496 giovani conduttori di imprese agricole under 40 dando vita al gruppo Facebook #l'agricolturaègiovane che oggi conta oltre 4.000 iscritti (vagliati in base ad età e professione). Sono circa 500 i giovani agricoltori che hanno aderito alla survey organizzata nel 2020 assieme a Bayer per indagare il rapporto tra giovani e innovazione. 

 

Vanotti: «Sensoristica e digitale, i migliori alleati di un agricoltore» - Ultima modifica: 2021-03-24T19:18:15+01:00 da Laura Saggio

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