L’agricoltura al centro di un nuovo umanesimo

L'agricoltura che funziona e dà lavoro è l'allegoria del Buon Governo e, per farla funzionare il Premier Giuseppe Conte promette investimenti cospicui e un piano di rilancio. «Ma l'agricoltura deve mettere l'uomo, la cultura, il rispetto dell'ambiente e del territorio al centro».

Se il Governo funziona, anche l'agricoltura funziona. E viceversa. Il Premier Giuseppe Conte accetta di buon grado l'invito di Massimiliano Giansanti per quello che è il suo primo intervento pubblico "agricolo". Un intervento che coincide con una presunta crisi di Governo più nominale che reale.

Intesa reale

A Palazzo della Valle, in occasione dell'evento per la consegna dei premi Confagricoltura per l'innovazione (leggi qui) l'intesa tra il primo ministro e il ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio (il video del suo intervento), esponenti di M5S e Lega, è infatti pressochè totale.

Un auspicio "laico"

L’«Allegoria del Buon Governo» di Ambrogio Lorenzetti, il grandioso ciclo di affreschi che adorna la Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena (vedi il riquadro in basso), richiamato come buon auspicio da Conte all'inizio del suo intervento sembra quindi funzionare.

Soprattutto come invito laico al fare e al far funzionare.

Perchè, anche se il primo ministro declama i presunti successi in termini di sostenibilità e riconoscibilità del made in Italy agroalimentare, conosce anche le difficoltà che impediscono alla nostra agricoltura di esprimersi alla pari di altri competitor come Francia e Spagna.

Sviluppo etico ed ecocompatibile

Per questo Conte e Centinaio, davanti alle 13 aziende innovative premiate da Confagricoltura, riconoscono la necessità di investire per dare più chance al comparto primario italiano.

Un desiderio che per il Premier deve realizzare obiettivi che vanno al di là del mero business.

L'uomo al centro

Uno sviluppo ecosostenibile ed etico, orientato verso l'incremento dell'occupazione, grazie anche al contributo del digitale, e al rispetto del territorio: secondo il primo ministro Giuseppe Conte sono ingredienti ormai irrinunciabili della competitività dell'agricoltura. Il Premier promette nel corso delle celebrazioni per il premio innovazione di Confagricoltura, cospicui investimenti nel settore primario, con l'obiettivo di ridurre il gap infrastrutturale. «Ma l'agricoltura deve mettere l'uomo, la cultura, il rispetto dell'ambiente e del territorio al centro».


L'agricoltura è l'allegoria del Buon Governo

L’«Allegoria del Buono e del Cattivo Governo» di Ambrogio Lorenzetti è un grandioso ciclo di affreschi che l’artista realizzò, tra il 1337 e il 1339, nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena. Il ciclo è una delle prime opere di carattere totalmente laico che troviamo nell’arte del tempo. In pratica il partito allora al potere volle che l’artista rappresentasse da un lato l’Allegoria del Cattivo Governo con gli effetti che esso produceva (carestia, assassini, saccheggi, violenza, povertà, ecc.) dall’altro l’Allegoria del Buon Governo con i suoi effetti (città prospere, campagne coltivate, benessere, ricchezza, gioia, e così via). L’intento è ben chiaro: solo se l’amministrazione della cosa pubblica avviene su principi di giustizia sociale, il popolo trae beneficio dal governo pubblico.

Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buon Governo in campagna, 1337-40, Palazzo Pubblico, Siena
L’agricoltura al centro di un nuovo umanesimo - Ultima modifica: 2019-07-19T02:12:34+00:00 da Lorenzo Tosi

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