Def 2019, il rilancio dell’agricoltura parte dalla semplificazione

Numerose le misure agricole inserite dal Governo nel Def 2019. Nella foto il ministro delle Politiche agricole e del turismo Gian Marco Centinaio assieme al premier Giuseppe Conte e i colleghi Sergio Costa, ministro dell'ambiente e Barbara Lezzi, ministro per il Sud in occasione del recente piano "ProteggiItalia"
Semplificazione amministrativa e riorganizzazione del Mipaaft: obiettivi ribaditi dal Documento di programmazione economica e finanziaria appena approvato dal Governo. Nella lista della spesa anche: rafforzamento del bio, benessere animale, filiere corte, precision farming e contromisure per l’eventuale depotenziamento della Pac

Il Documento di economia e finanza 2019, appena approvato, indica anche le linee del programma governativo in materia di politica agricola.

Primo obiettivo: semplificazione amministrativa

Uno degli obiettivi chiave dell’azione di Governo è la semplificazione delle procedure, un’esigenza particolarmente avvertita nel comparto agricolo e che costituisce uno dei presupposti per liberare risorse da destinare a progetti di eccellenza e di qualità.

Il primo passo verso la riduzione degli oneri burocratici, secondo quanto riportato nel Documento economico del Governo, sarà l’attuazione della delega in materia prevista dal disegno di legge sulle semplificazioni approvato a febbraio 2019 dal Governo (leggi qui per saperne di più), volta a migliorare la competitività e la sostenibilità delle filiere produttive attraverso le seguenti misure:

  • rivedere e semplificare gli adempimenti amministrativi a carico delle imprese agricole connessi all’erogazione dell’aiuto o sostegno regionale, nazionale ed europeo nell’ambito della Politica Agricola Comune;
  • semplificare i procedimenti amministrativi di competenza degli enti territoriali, con l’obiettivo di facilitare l’avvio dell’attività economica agricola;
  • rivedere e semplificare la normativa in materia di regolazione dei mercati al fine di assicurare un corretto funzionamento delle regole di concorrenza del mercato ed un’equa ripartizione dei margini lungo la filiera;
  • potenziare il sistema di rilevazione dei prezzi e dei costi di produzione delle imprese al fine di assicurare una maggiore trasparenza nelle relazioni di mercato;
  • favorire la crescita dimensionale delle imprese agricole, lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e l’ammodernamento delle filiere agroalimentari con l’obiettivo anche di assicurare un maggiore coordinamento degli strumenti di incentivazione vigenti;
  • riordinare la disciplina delle frodi agroalimentari nonché le sanzioni vigenti in materia di regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari;
  • istituire un sistema unico di controlli in materia di qualità dei prodotti e di produzioni a qualità regolamentata (quali le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche registrate ai sensi della vigente normativa europea), al fine di evitare duplicazioni, di tutelare maggiormente i consumatori e di eliminare gli ostacoli al commercio e le distorsioni della concorrenza.

Riforma del ministero e tutela del made in Italy

Questi obiettivi si affiancheranno ad una riorganizzazione del Ministero, al fine di realizzare una struttura che favorisca un’interlocuzione semplice e diretta con gli operatori, le associazioni e tutte le istituzioni del sistema che rafforzi ulteriormente la tutela del Made in Italy agroalimentare, in primis delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche, la cui protezione (nazionale, europea e internazionale), promozione e valorizzazione costituiscono un’esigenza primaria, al fine di contrastare la contraffazione e rendere la produzione più sostenibile.

Inoltre, per promuovere e valorizzare il Made in Italy, saranno enfatizzati i punti di forza dell’agroalimentare italiano: ricchezza di biodiversità, tradizione enogastronomica, patrimonio paesaggistico e culturale, capacità di innovare e di produrre cibi e vini unici al mondo. In questo contesto uno sforzo particolare sarà rivolto alla protezione delle indicazioni geografiche nel mondo e sul web, al contrasto all’Italian sounding e all’adozione di un sistema di etichettatura corretto e trasparente che garantisca una migliore tutela dei consumatori.

Più forza al bio

Sarà anche rafforzato il Piano Strategico Nazionale sul Biologico, sarà dato avvio alle mense biologiche certificate nelle scuole, saranno attuate le nuove regole europee e verrà incrementata la superficie agricola biologica nazionale.

Una strategia nazionale per le foreste e il negoziato Pac

In campo forestale, il Governo porrà la massima attenzione alla strategia europea di sviluppo sostenibile applicata al settore forestale, redigendo la prima Strategia forestale nazionale in armonia con l’analogo documento europeo, anche orientando opportunamente le diverse politiche europee dalla fase post 2020.

Nei prossimi mesi il Governo sarà anche impegnato nell’affrontare il complesso e articolato negoziato per la riforma della Politica Agricola Comune (Pac), nel cui contesto sono trattati temi particolarmente importanti, da cui dipende la tutela del reddito degli agricoltori. In questo senso il Governo è consapevole delle conseguenze negative che potrebbero derivare da una riduzione degli incentivi, con una possibile fuoriuscita di aziende dal circuito produttivo, effetti negativi sull’ambiente e sul tessuto sociale, soprattutto nelle aree più fragili. In tale negoziato si ribadirà come il maggiore rigore del modello agricolo e alimentare europeo non debba rappresentare un elemento penalizzante per le imprese nel confronto internazionale, e si sosterrà la necessità di un «Piano strategico semplice ed adattabile alle diverse realtà, che tenga particolarmente conto della necessità di promuovere e sviluppare la competitività delle imprese».


Gli altri impegni: benessere animale, filiere corte, agricoltura di precisione

La sezione del Documento di Finanza del Governo conclude la parte delle politiche agricole affermando che il Governo intende porre particolare attenzione al miglioramento della sostenibilità e della competitività delle diverse filiere zootecniche nazionali. L’obiettivo si potrà concretizzare attraverso un disciplinare unico sul benessere animale, a cui gli allevatori potranno aderire su base volontaria, avvalendosi anche del contributo che potrà essere offerto dalla PAC.

A livello nazionale le azioni che si intende mettere in campo sono molteplici e vanno dal supporto all’aggregazione dei produttori agricoli – attraverso il riconoscimento delle organizzazioni di produttori, delle associazioni delle organizzazioni di produttori e delle organizzazioni interprofessionali – alla garanzia di un percorso trasparente di formazione dei prezzi e di tracciabilità dei prodotti. Per questo motivo saranno creati strumenti per accorciare la filiera, far rispettare le norme contro le pratiche commerciali sleali e ridurre i tempi dei pagamenti. A supporto delle filiere verrà affrontato anche il tema delle carenze infrastrutturali e della logistica.

Particolare attenzione sarà inoltre rivolta all’agricoltura di precisione e alla sua utilizzabilità da parte delle aziende agricole, così da poter avviare un processo di modernizzazione delle stesse.

Def 2019, il rilancio dell’agricoltura parte dalla semplificazione - Ultima modifica: 2019-04-15T11:18:24+00:00 da Lorenzo Tosi

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