Sicilia, un Psr decollato puntando sulla concretezza

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Il dirigente generale dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Sicilia Dario Cartabellotta spiega nei dettagli come è stato possibile evitare il disimpegno automatico che sembrava ormai certo e traccia la rotta per il futuro dell'agricoltura dell'isola

Con 242 milioni spesi tra maggio e dicembre 2019 la Sicilia ha evitato il disimpegno automatico dei fondi europei del Psr. Una performance che ha dell'incredibile. Tanto che dopo i ritardi e i rinvii dei pagamenti di alcune misure chiave come quella del primo insediamento in pochi credevano nel raggiungimento dell'obiettivo N+3. Com'è stato possibile? Lo spiega il dirigente generale dell'assessorato all'Agricoltura Dario Cartabellotta: «La sostanza ha prevalso sulla forma».

Lei si è insediato a maggio 2019 e i pagamenti hanno subito un'accelerazione proprio da allora. Solo un caso?

La primavera ha creato un ottimo clima di collaborazione tra Regione, tecnici e imprese agricole.

Tecnicamente quali sono state le mosse più importanti per sbloccare i fondi?

La riduzione del contenzioso nato in fase di bando e selezione dei progetti. Negli ultimi anni l’assessorato all'Agricoltura è stato frequentato più da avvocati che da agronomi e agricoltori. Dopo un’attenta analisi delle sentenze del Tar e del Consiglio di Giustizia amministrativa è stato richiamato a tutti i responsabili di attuazione del Psr l’obbligo di applicare i “principi generali dell’ordinamento giuridico di ragionevolezza e proporzionalità”, il “principio del favor partecipationis”  la “Legge n. 241 del 7 agosto 1990 in materia di procedimento amministrativo e il D.lgs. n. 50/2016 in materia di soccorso istruttorio, istituto giuridico di origine comunitaria (Dir. n. 305/Cee del 26 luglio 1971). Un cambio di rotta e mutamento di prospettiva che attinge alla cultura sostanzialistica del diritto europeo ispirato ai principi della massimizzazione della concorrenza e alla prevalenza della sostanza sulla forma.

L’iter finale del primo bando della misura 4.1 destinata agli investimenti aziendali è stato bloccato nella fase di emissione dei decreti d’impegno da una gran quantità di ricorsi al Tar. Cosa pensa di fare per evitare tanti contenziosi sul prossimo?

Un bando nato male. Tetto di progetto elevato (5 milioni di euro), criteri di selezione discrezionali e obbligo di cantierabilità dei progetti con oneri economici per le imprese. I giudici amministrativi hanno sancito che “l’obbligo della cantierabilità deve essere allineato con la certezza della finanziabilità”. Una lezione che servirà per il secondo bando in corso di emissione.

In questa programmazione avete puntato molto sul biologico. Ma come sta andando in campo? Le aziende finanziate stanno crescendo e saranno in grado di stare sul mercato se i fondi diminuiranno? Si dice che molte aziende pur fruendo del premio preferiscono commercializzare il loro prodotto come convenzionale. Perché? Cosa si può fare per rafforzare la filiera?

"Sicilia naturalmente bio", è la strada da seguire per la valorizzazione dell’agricoltura biologica siciliana con l’occhio rivolto prima al mercato e poi al Psr. Tutte le filiere, dagli agrumi alla vite, dall’olivo al grano duro, dagli ortaggi alla zootecnia, hanno fatto una scelta di campo: l’agricoltura sostenibile fondata sui principi dell’agro ecologia e della biodiversità per l’agricoltura e l’alimentazione.

La Sicilia è stata tra le prime regioni di Italia a dotarsi di una Legge, la 19/2013 – Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche "Born in Sicily" per l’agricoltura e l’alimentazione. Oggi, le migliori produzioni siciliane di qualità, vini, olio d'oliva, frutta, ortaggi, formaggi, grani antichi e carni sono ancorate a una biodiversità vegetale e animale che esalta le caratteristiche qualitative e coniuga la conservazione delle risorse naturali con la qualificazione delle imprese e dei prodotti.

Quanti soldi dovrà spendere la Regione nel 2020 per rispettare la regola del n+3 e quanti pensate di erogarne? Quali sono le misure con più finanziamenti?

La quota è 300 milioni. Le misure più importanti sono il pacchetto giovani, il nuovo bando 4.1 per gli investimenti aziendali basato sulle strategie di adattamento al cambiamento climatico e l’avvio della Misura 16 (Cooperazione, innovazione e ricerca).

Su quali linee muoverà la nuova programmazione e in che modo pensa si possa allineare la crescita dell’agricoltura siciliana all’Agenda 2030 approvata dall’Onu per lo sviluppo sostenibile?

Sicilia naturalmente bio 2030. I concetti di sostenibilità, orientamento al mercato e multifunzionalità, hanno introdotto una visione complessa dell’agricoltura e indicato un percorso con obiettivi chiari ma sicuramente più difficili da perseguire rispetto al modello tradizionale di trasferimento della conoscenza.

Fino agli anni Novanta le conoscenze in agricoltura derivavano quasi totalmente dalla scienza e sulle pratiche tradizionali si innestavano le innovazioni tecniche (concimi, agrofarmaci, attrezzature agricole e agroindustriali). La complessità, la varietà e la ricchezza delle situazioni locali sono fonti originali d’innovazione e di cambiamento. In Sicilia ogni 5 km cambiano non solo il clima e il suolo ma anche i dialetti, le granite e le caponate. La biodiversità antropologica e culturale è preziosa come quella agricola e alimentare.

Invece l’innovazione si identifica spesso come introduzione di nuove tecnologie e il fare sistema come conseguenza naturale e spontanea delle innovazioni. Tutti i casi di successo sono stati quelli in cui si è partiti dal sistema per favorire l’innovazione e non viceversa.

Un esempio brillante è la Sicilia del Vino. Dopo aver curato per secoli le anemie dei vini di Francia e del Nord Italia, negli ultimi 25 anni la Sicilia è diventata brand di prestigio dell’enologia internazionale. Grazie agli investimenti, al capitale umano e all’innovazione culturale sono stati valorizzati tutti i territori, i vitigni autoctoni e le peculiarità di ogni angolo dell'isola. Dall’Etna a Marsala, dal Sud-Est alla costa tirrenica e quella mediterranea, fino alle aree interne.

Sicilia, un Psr decollato puntando sulla concretezza - Ultima modifica: 2020-01-15T08:00:07+00:00 da Simone Martarello

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