Istituti agrari italiani in Rete per l’agrifood che verrà

La Preside Patrizia Marini del "Sereni" di Roma riconfermata alla guida della Re.N.Is.A: al suo fianco i colleghi di Piemonte, Toscana, Campania e Sardegna

Uno dei talk del XII Congresso Nazionale degli Istituti Agrari (27-29 maggio 2022)
260 le scuole tecniche e professionali aderenti: tra gli obiettivi c'è la riforma del sistema di istruzione, lo sviluppo dei temi della sostenibilità e dell'innovazione digitale e la crescita dei tempi e delle esperienze di alternanza nei contesti lavorativi

La Rete Nazionale degli Istituti Agrari (Re.N.Is.A) riparte dal suo XII congresso, svoltosi a Todi dal 27 al 29 maggio 2022, con un rinnovato direttivo e una rinconfermatissima presidenza nella persona di Patrizia Marini, dirigente del "Sereni" di Roma.
Al suo fianco i colleghi degli istituti agrari di Alba, Grosseto, Avellino ed Elmas (rispettivamente Antonella Germini, Cinzia Marchetti, Pietro Caterini, Maria Antonietta Atzori), una rappresentanza anche plastica del radicamento della rete ormai in tutta la penisola, dove sono 260 le scuole tecniche e professionali di agricoltura aderenti e tra le quali si è data forma in questi anni a reti regionali, o specifiche, come quella degli enologici, molto utili al trasferimento biunivoco di informazioni e di buone pratiche e all'attuazione di strategie di sistema.

Fitta rete di convenzioni e protocolli di intesa

A dare riconoscimento esplicito del ruolo assurto ormai dalla Rete guidata dalla Preside Patrizia Marini ci sono le convenzioni e i protocolli di intesa sottoscritti con istituzioni e organizzazioni di primo livello: da quello con il Ministero dell'Agricoltura, prossimo alla firma, al CREA e ad alcune tra le più importanti Università italiane, da Unaprol e Coldiretti alle Città dell'Olio, per arrivare al Collegio dei periti agrari e, a breve, all'Assoenologi del presidente Riccardo Cotarella.
Una ragnatela di relazioni che, messe insieme, consentono di disporre di una mappa delle filiere più dinamiche del comparto agroalimentare con le quali il mondo dell'istruzione si può rapportare in modo costante.

Priorità alla riforma dell'istruzione tecnica agraria

"Con il Ministro dell'Istruzione, in particolare - sottolinea Patrizia Marini - c'è un filo diretto, che ci vede lavorare insieme nella predisposizione degli esami di Stato, nella strutturazione dei concorsi per docenti e nell'impegnativa riforma dei tecnici agrari, un progetto che si caratterizza per l'invarianza di spesa per il Ministero e che quindi riteniamo si possa portare al traguardo in tempi brevi". Una vicinanza testimoniata in sede di congresso della Rete dal saluto del Ministro Bianchi, e dagli interventi della Sottosegretaria Floridia e del Sottogretario del Mipaaf Battistoni.
Sul tavolo, partendo dall'analisi delle specificità di tali istituti, sono state portate le problematiche connesse all'eliminazione-riduzione di alcune materie ad opera della riforma Gelmini e la proposta di ispirarsi al sistema duale tedesco, con una parificazione delle ore di scuola e lavoro, come avviene peraltro già negli ITS, delle cui Fondazioni alcuni Agrari fanno già parte e ai quali Re.N.Is.A si appresta ad aprire le porte per un confronto dialettico.

Alternanza Scuola-Lavoro nelle aziende delle scuole

"Stiamo dedicando molta attenzione all'aspetto dell'Alternanza Scuola-Lavoro - sottolinea la Marini - nel cui modello intendiamo far ricomprendere le ore che i nostri studenti vivono nelle aziende agrarie annesse alle scuole, realtà imprenditoriali a tutti gli effetti che spesso non hanno nulla da invidiare alle realtà esterne e nelle quali anche aspetti delicati e per noi importantissimi quale quello della sicurezza sugli ambienti di lavoro sono da sempre in primo piano".
In questo articolato percorso si inseriscono rapporti strutturati anche con il Collegio nazionale dei periti agrari e interlocuzioni positive con quello degli Agrotecnici, come testimonia l'incontro tra i due presidenti, Mario Braga e Roberto Orlandi, proprio al Congresso della Rete.

Sostenibilità e innovazione digitale in primo piano

Tra le priorità c'è comunque la riscrittura delle linee guida dell'istruzione tecnica agraria, con l'inserimento di tematiche quali quelle dell'Agenda 2030 e quindi, in primis, della sostenibilità e della innovazione digitale, aspetti che vedono il comparto agrifood chiamato a recitare da protagonista. "In questa direzione stiamo lavorando molto - spiega la Preside Marini - anche in relazione a quanto previsto nella nuova PAC che traguarda il 2027 e, a cascata, nei Piani di Sviluppo Rurale, rispetto ai quali intendiamo ottenere delle misure specifiche per la valorizzazione degli istituti agrari e una loro applicazione uniforme nelle diverse realtà della penisola". Per questo la Rete si sta rapportando con la Conferenza Stato-Regioni.

Il progetto "Horta" con l'Università Cattolica di Piacenza

In materia di innovazione, citazione d'obbligo per il progetto Horta4School, nato per portare la transizione ecologica e digitale in 30 istituti agrari di tutta Italia, che vede la Rete nazionale collaborare con l'Università del Sacro Cuore di Piacenza nella proposta di un percorso incentrato sulla gestione sostenibile dei vigneti, attraverso l’utilizzo di strumenti di smart agriculture, quali i Sistemi di supporto alle decisioni (Dss) e i modelli previsionali, che sarà poi allargato a olivo e frumento. "Abbiamo creato - sottolinea Patrizia Marini - un link con la comunità scientifica, aggiungendo valore alla ricerca-azione nelle scuole. La didattica fa un balzo in avanti e si offre ai docenti un’occasione unica di aggiornamento professionale".

L'accordo con le Camere di Commercio

Sviluppi positivi possono essere vantati anche sul fronte "imprenditoriale", nel quale Re.N.Is.A è fresca firmataria di una intesa con le Camere di Commercio, sia a livello nazionale che internazionale, per la messa a terra di importanti progetti incentrati sulle competenze. Una convenzione che ben si accompagna con i rapporti che sono stati avviati proprio di recente con primari gruppi nazionali dell'agroalimentare, da Farchioni ad Urbani Tartufi fino a Galiberti di Sfera, tanto per fare alcuni nomi su tutti, e che possono contribuire ad orientare sempre più la formazione verso quelle che sono le esigenze reali del mondo della produzione, della trasformazione e della commercializzazione.

Collaborazione con il CREA in un docu-film

Forte, come si diceva, la collaborazione con il CREA, su sollecitazione del quale è stato prodotto un docu-film che verrà presentato il 7 giugno alla "Festa del suolo", all'Agrario "Sereni" di Roma, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario del Mipaaf Gian Marco Centinaio, del presidente della Comagri Filippo Gallinella e del direttore generale del Crea Stefano Vaccari. "Sarà l'occasione - anticipa la Marini - per far sperimentare agli studenti un nuovo modo di comunicare, di fare storytelling, sulle tematiche agroambientali: è una sfida che abbiamo raccolto in piena pandemia e che credo potrà fare scuola dentro e fuori la Rete".

Le iscrizioni tengono ma serve impegno per il futuro

A fronte di tanto dinamismo e vivacità, viene da chiedersi come vanno le iscrizioni negli istituti agrari italiani. "Le nostre scuole - risponde la presidente di Re.N.Is.A - hanno retto finora molto bene al decremento demografico che ha penalizzato altri indirizzi di studio. Dovremo però impegnarci per mantenere queste posizioni nel tempo, quando il calo delle nascite si farà sentire in modo ancor più pesante. Sono convinta che la riforma dei tecnici ai quali stiamo lavorando darà risposte anche a questa necessità. Intanto, però, abbiamo promosso delle attività di pre-orientamento rivolte anche alle scuole primarie e addirittura d'infanzia, con esperienze ludico-didattiche di educazione ambientale ed alimentare che hanno riscosso partecipazione e interesse".

Istituti agrari italiani in Rete per l’agrifood che verrà - Ultima modifica: 2022-06-04T11:20:22+02:00 da Gilberto Santucci

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