Hogan a De Luca: «La nuova Pac non mette in discussione il ruolo delle Regioni»

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il Commissario all'agricoltura Phil Hogan
All'Università Parthenope di Napoli l'incontro voluto dall'europarlamentare Nicola Caputo su sostenibilità, innovazione e giovani in agricoltura. Per la nuova Pac Hogan assicura: «Garantita autonomia delle Regioni». De Luca: «Da gennaio al via il confronto per il nuovo Psr della Campania»

Assicura sostegno alle zone rurali e garantisce che il ruolo delle regioni non subirà modifiche nella gestione della prossima Politica Agricola Comune 2021-2027 Phil Hogan, commissario europeo per le Politiche Agricole, che oggi era a Napoli per un confronto con il mondo agricolo organizzato dall’europarlamentare Nicola Caputo all'Università Parthenope. 

Sostenibilità, innovazione, giovani

Nicola Caputo, Vincenzo De Luca, Phil Hogan a Villa Doria

«Un incontro - spiega Caputo - voluto per segnalare ed evidenziare che la riforma della Pac debba contenere come obiettivi sostenibilità, innovazione e giovani in agricoltura. Tre temi collegati tra loro. In discussione anche il New Delivery Model (vedi riquadro blu in basso). Non vogliamo ritornare a una rinazionalizzazione della Politica Agricola Comune». 

«Gli agricoltori - ha spiegato Hogan - contribuiscono attivamente nella gestione delle acque, nella tutela dei paesaggi rurali e della biodiversità, nella produzione di cibo di qualità e dobbiamo ricompensarli per quello che fanno per la società».

Hogan ha poi assicurato, parlando del New Delivery Model, che «vogliamo avere un grado di coordinamento e coerenza tra stati membri, ma le regioni continueranno ad avere la propria autonomia».

Franco Alfieri, capo della segreteria del presidente De Luca, chiede «risorse e strumenti adeguati per lo sviluppo rurale in una regione che, quest’anno, ha raggiunto con ampio anticipo il target per evitare il disimpegno automatico dei fondi e in cui l’agricoltura è strategica». 

Per il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, l’agricoltura campana «non è appendice di un sistema economico. La Campania è una regione unica in Italia e in Europa, le dimensioni delle nostre aziende sono piccole, ed è per questo che dobbiamo costruire filiere forti che esaltino la qualità delle nostre produzioni». «Noi in Campania già dal prossimo mese di gennaio apriremo il confronto con le organizzazioni professionali agricole per scrivere il nuovo Psr, e lo faremo sulla base dell’esperienza maturata e trovando punti di equilibrio tra tutte le esigenze» conclude.  

Il tavolo tecnico

L'europarlamentare Nicola Caputo assieme al Commissario all'agricoltura al termine dell'evento

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole. 

Per Mauro Di Zio, vicepresidente della Cia, «Bisogna affermare le peculiarità che ciascun territorio esprime e favorire i giovani garantendo loro accesso alla terra, accesso al credito e l’opportunità di avere bandi che siano di reale sostegno alle attività che stanno svolgendo». 

Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania ha ribadito la contrarietà di Confagricoltura alla proposta di degressività, che tende, con il capping obbligatorio, a limitare di molto i pagamenti diretti verso le aziende che li percepiscono per cifre superiori a 60mila euro, fino ad azzerare la quota eccedente i 100mila euro di aiuti percepiti. 

«Chiediamo di riqualificare la spesa della politica agricola guardando con maggiore attenzione e coerenza agli effetti che l’Ue stessa punta a realizzare. Per fare questo occorre essere rigorosi nei confronti dei prodotti che entrano in Europa attraverso l’introduzione dell’obbligo di origine degli alimenti nelle etichette» ha aggiunto Gennario Masiello, vicepresidente di Coldiretti. 

Per Franco Verrascina, presidente di Copagri, «senza l’Europa, l’Italia non va da nessuna parte e senza la Pac l’agricoltura italiana è destinata a scomparire».


L'obiettivo della sussidiarietà

New Delivery Model è il nuovo modello di Pac basata su una più marcata sussidiarietà,  in cui la definizione degli obiettivi generali (target-setting) ed il monitoraggio saranno stabiliti a livello UE, mentre gli Stati membri saranno responsabili della progettazione e dell’implementazione.
L’applicazione pratica del principio della sussidiarietà risulta di fondamentale importanza, conformemente ai risultati del lavoro della Task Force in materia di proporzionalità e sussidiarietà presieduta da Frans Timmermans.
Secondo questo modello gli Stati Membri avranno la responsabilità di implementare gli obiettivi stabiliti a livello dell’UE attraverso la redazione di piani strategici che raccoglieranno tutte le informazioni riguardanti gli interventi compiuti dagli Stati membri nell’ambito del FEASR e del FEAGA.
Tali piani verranno successivamente esaminati e approvati dalla Commissione con l’obiettivo di garantire controllo e consistenza con gli obiettivi stabiliti a livello UE.
Affermando ciò il Commissario ha quindi smentito le critiche che  secondo le quali tale modello avrebbe comportato una rinazionalizzazione della PAC.

  • Approfondisci qui e qui  lo schema di nuova Pac post 2020
  • Leggi qui e qui gli allarmi sollevati contro la nazionalizzazione della Pac

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